5 febbraio 2010

Tranquilli, hanno tutti seguito un percorso di riabilitazione

Hunter S. Thompson

Su Life, evidentemente ispirati dal caso Morgan, hanno pubblicato una galleria fotografica con alcuni dei più celebri tossici ed alcolizzati del mondo letterario.

Scrivi un commento

4 febbraio 2010

Scusi, che Paese è questo?

Disgraziato il Paese che ha bisogno di rockstar 1 che non si drogano.
(Ma disgraziate anche le rockstar che per non essere escluse dal Festival di Sanremo devono promettere di seguire percorsi di riabilitazione e scusarsi con la Nazione tutta.)

1. rockstar si fa per dire.

Scrivi un commento

3 febbraio 2010

A proposito di minimalismo ed estremismo

Richard Stallman

Richard Stallman su The Setup:

I am using a Lemote Yeelong, a netbook with a Loongson chip and a 9-inch display. This is my only computer, and I use it all the time. I chose it because I can run it with 100% free software even at the BIOS level.

YeeLoong8089 Notebook

I spend most of my time using Emacs. I run it on a text console, so that I don’t have to worry about accidentally touching the mouse-pad and moving the pointer, which would be a nuisance. I read and send mail with Emacs (mail is what I do most of the time). I switch to the X console when I need to do something graphical, such as look at an image or a PDF file.

Scrivi un commento

2 febbraio 2010

Stephen King scrive tutto a mano

Se incontrate Mark Pilgrim non chiedetegli quale editor di testo usa.

I’m a three-time (soon to be four-time) published author. When aspiring authors learn this, they invariably ask what word processor I use. It doesn’t fucking matter! I happen to write in Emacs. I also code in Emacs, which is a nice bonus. Other people write and code in vi. Other people write in Microsoft Word and code in TextMate+ or TextEdit or some fancy web-based collaborative editor like EtherPad or Google Wave. Whatever. Picking the right text editor will not make you a better writer. Writing will make you a better writer. Writing, and editing, and publishing, and listening — really listening — to what people say about your writing.

Il resto su The Setup. Minimalismo ed estremismo. Da leggere assolutamente.

Scrivi un commento

29 gennaio 2010

Il comunismo reale, dici. E con il cristianesimo reale, come la mettiamo?

Stalin con bambini Un lettore molto suscettibile si è sentito offeso da un mio recente post – che in realtà intendeva essere un articolo tecnico – per la disinvoltura con la quale ho usato il simbolo della falce e martello nei miei esempi, e mi ha inviato una breve email traboccante indignazione. Eccone la parte più significativa:

“Mi stupisce che nel 2010 non si provi nemmeno un po’ di vergogna nel definirsi “affezionati” ad un simbolo come la falce e il martello. La falce e il martello rappresentano assassinio, violenza, dittatura e negazione della libertà, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti.”

Caro lettore, visto che a mio parere rappresenti degnamente una buona parte dei nostri connazionali, che negli ultimi quindici anni si sono abituati a vedere inserita la parola comunista nella lista delle offese più ignobili, ti rispondo pubblicamente in modo da poter chiarire anche agli altri 12 lettori di questo blog la mia posizione riguardo a falce, martello ed altri simboli.

Prima di tutto, confesso che a me il comunismo, inteso come movimento e come insieme di idee, è sempre piaciuto.

Per come la vedo io, la falce e il martello rappresentano la volontà di uguaglianza tra gli uomini, la voglia di riscatto dei deboli e degli sfruttati, la necessità di abolire gli ingiustificati privilegi che rendono pochi uomini oscenamente ricchi e potenti ed impediscono a molti altri uomini di vivere una vita dignitosa.

Quando qualcuno ha provato e mettere in pratica questi ideali non ha funzionato per niente. Si è formata ben presto una classe di privilegiati ancor più oscena della precedente, e gli sfruttati hanno continuato ad essere sfruttati, godendo di ancora meno libertà di prima. Questa è storia, è c‘è poco da discutere. Forse Marx ed Engels avevano troppa fiducia negli esseri umani. I quali, purtroppo, restano fondamentalmente animali che amano competere e vincere. Il comunismo reale è stato un fallimento, in tutte le sue versioni. Per questo trovo ridicoli quei partiti che ora, nel 2010, si presentano alle elezioni con falce e martello su sfondo rosso.

Tuttavia quel simbolo ha ancora un valore, per me, perché hanno ancora valore gli ideali che rappresenta.

Del resto, non credo che Gesù Cristo abbia avuto miglior fortuna di Marx. Anche lui aveva sopravvalutato gli esseri umani. Ed anche le sue idee, bellissime e rivoluzionarie, sono state usate solo come strumenti di potere da chi pretendeva di metterle in pratica. Ovviamente ci sono state straordinarie eccezioni. Ma nelle gerarchie ecclesiastiche, come in quelle dei paesi comunisti, ho sempre visto lo stesso desiderio di potere e ricchezza e la stessa siderale distanza dagli ideali che avrebbero dovuto rappresentare.

Nonostante questo, la croce resta un simbolo amato da milioni di persone. Ed è giusto che sia così. Perché la croce, come tutti i simboli, rappresenta le idee, non i miseri uomini che nel corso dei secoli se ne sono appropriati.

Scrivi un commento

Copyright © 2008-2009 Alex M. (Licenza) | Powered by Textpattern | Email: alexmeia (chiocciola) gmail.com | Feed: RSS / Atom

meiaweb.com non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti, allo stesso tempo si rende disponibile all'autorità competente nel fornire ogni dato in suo possesso in caso di contenzioso. I marchi citati sono da ritenersi proprietà dei legittimi proprietari. Per chi scrive un commento o invia una mail attraverso questo sito, si garantisce la tutela della privacy ai sensi e per gli effetti del D.Lgs 196 30/06/03.