5 maggio 2010
Ho sempre considerato deboli e poco divertenti le battute basate sull’aspetto fisico delle persone. Anche quando si tratta di persone oscenamente ricche, arroganti e potenti. Ma nel caso del simpatico Scajola devo registrare un’eccezione.

Riccardo Mannelli su Il Fatto Quotidiano
3 maggio 2010

Visto che in fondo resto pur sempre un raffinato intellettuale di sinistra, non mi sono mai occupato di Christina Aguilera e ignoro la sua produzione musicale. Ma la sua (nuova?) immagine S/M è roba per me, di sicuro. Indagherò anche sulla musica, a questo punto.

28 aprile 2010
Per tutti quelli che amano perdersi nella straordinaria varietà di simboli che gli esseri umani sono riusciti fin’ora a produrre e a codificare (ce ne sarà almeno uno, oltre a me? Se ci sei, scrivi un commento) ecco una lista più che completa dei caratteri che si possono scrivere al giorno d’oggi con un computer, dove per più che completa si intende da zero a infinito1, e dove i numeri tra zero e infinito sono i code points decimali dei caratteri stessi definiti da Unicode.

Basta scrivere un code point iniziale ed un code point finale (necessario perché i browser trovano difficoltà nel mostrare un numero non finito di elementi, specialmente Internet Explorer2) per visualizzare tutti i caratteri compresi in quell’intervallo.
Se ne individuate uno che vi piace in modo particolare e volete mostrarlo nelle vostre pagine HTML, dovete copiare il suo codice decimale, che è scritto nell’angolo destro di ogni casella, e metterlo tra &# e ;. (Dico a tutti quelli che finiscono qui cercando su Google “caratteri speciali html” o cose simili.)
Se invece volete leggere una bella e per niente noiosa storia dei code points Unicode e dell’encoding dei caratteri andate qui. E’ un argomento che vale la pena di approfondire, se vi capita di scrivere un po’ di codice.
Questa mappa più che completa dei caratteri è stata ideata e realizzata da me con HTML, CSS e 2 righe di JavaScript, e naturalmente non ha alcuna utilità pratica – salvo, forse, come test di performance per il vostro browser: se ci mettete più di 3 secondi a visualizzare 3000 caratteri, allora il vostro computer è un po’ lento. Se ce ne mettete più di 10, il vostro computer è molto, ma molto lento. Del resto, nel vostro sistema operativo probabilmente è già compresa, sotto la voce Accessori, una piccola applicazione in grado di mostravi una mappa dei caratteri divisa per categorie, con codici, descrizioni e tutto il resto. Però, insomma, non credo che riuscireste mai a trovarci un simbolo come questo:
☿
Numeric Character Reference: ☿
Name: La natura maligna della donna
Straordinario.
1. Ovviamente i code points non sono infiniti, ma sono moltissimi. E saranno sempre di più. ↩
2. sarà una battuta troppo sottile? ↩
26 aprile 2010

Su CanvasMol si possono ammirare bellissimi modelli rotanti in 3D delle molecole più note. Niente Flash, solo JavaScript e l’elemento <canvas> di HTML5. Da vistare assolutamente se siete interessati alle nuove tecnologie per il web o se siete appassionati di chimica. O se avete fumato. (Nella foto la celebre molecola di LSD.)
20 aprile 2010
La settimana scorsa, non privo di superbia, scrivevo che gli editor video per Linux fanno tutti schifo, nessuno escluso.
Ebbene, mi sbagliavo. Per recentissima esperienza personale posso affermare che almeno un editor video per Linux che funziona c’è, e si chiama OpenShot.
Lo sviluppo di OpenShot è iniziato meno di due anni fa, con lo scopo di dare a Linux un editor video che fosse sufficientemente potente, stabile e facile da usare. Io l’avevo provato circa sei mesi fa, ma l’impressione non era stata buona. Come tutti gli altri suoi colleghi non era per niente stabile.
Pochi giorni fa però, su suggerimento di un lettore, ho deciso di installare la versione più recente di OpenShot su Ubuntu 8.04, scaricando i il file di installazione e le dipendenze direttamente dal sito dell’applicazione, che ha un’ottima sezione download.
L’installazione è andata a buon fine.
L’importazione di tre brevi filmati girati l’estate scorsa con una videocamera portatile come questa è andata a buon fine.
Le operazioni di ritaglio, montaggio e aggiunta di transizioni tra le clip non solo sono andate a buon fine, ma sono state anche velocissime ed intuitive.
Infine, anche l’esportazione del video in un formato ottimizzato per la pubblicazione sul web è andata a buon fine (a dire il vero non ho potuto usare il formato mp3 per l’audio, ma visto che il mio sistema è vecchio di due anni ed ha versioni non aggiornate di certe librerie, non mi sento di dare la colpa ad OpenShot per questo. E comunque scegliendo l’audio in mp2 tutto ha funzionato).
Il risultato finale, naturalmente, è una cagata pazzesca che mi guardo bene dal pubblicare, ma questo è un problema mio. OpenShot il suo lavoro lo ha fatto alla grande.
Ho provato anche ad importare ed esportare video in altri formati, inserire musica di sottofondo e titoli di testa, usare dissolvenze incrociate a raffica, mixare video e audio, e tutto è stato eseguito perfettamente.
In conclusione, nonostante alcuni difetti minori (come la gestione dei codec al momento dell’esportazione o l’inguardabile tema predefinito – molto meglio quello simple) OpenShot è l’editor video che cercavo. Complimenti a tutti quelli che ci hanno lavorato.
Tra l’altro, pare che OpenShot verrà inserito tra le applicazioni predefinite della prossima, imminente versione di Ubuntu. Ottima scelta.

Con almeno due anni di ritardo anche Repubblica.it adotta il layout standard internazionale per i giornali online: pagina bianca allineata al centro su sfondo grigio, ottimizzata per 1024 pixel di larghezza. Il nuovo design è meglio del precedente, ma non credo che vincerà un premio per la sua originalità.
Da notare la scelta di soluzioni sobrie e poco invasive per le inserzioni pubblicitarie.
15 aprile 2010

Sarà un trip.