27 marzo 2010
Culturale! Culturale! Culturale! (Confusion Will Be My Epitaph)
Per quelli che si fossero persi RAI PER UNA NOTTE e non avessero il tempo di riguardarsi la trasmissione per intero su YouTube o sul sito di Repubblca, pubblico qui il video di uno dei momenti più importanti e signifcativi della serata, completo di trascrizione in forma di sceneggiatura a beneficio dei non udenti, di chi si trova in ufficio e non può usare le casse del pc e di chi sta guardando questa pagina con un iPhone o un iPad.
INT. PALADOZZA – NOTTE
E’ in corso la trasmissione RAI PER UNA NOTTE. Il giornalista RICCARDO IACONA, dal palco, sta parando di libertà di stampa.
IACONA
…Non basta, bisogna fare un passo in più, questo di stasera immagino che è straordinario…
MOGAN, dalla parte opposta del palco, richiama l’attenzione di IACONA, borbottando qualcosa di incomprensibile.
IACONA
Eh? Prego.
IACONA si volta verso MORGAN e gli fa un cenno di saluto.
MORGAN (V.O.)
Ciao.
IACONA
Ciao Morgan.
MORGAN
Ho cambiato posto per vedere da qua, perché ho delle difficoltà a capire questo dibattito. Ecco già… io sono stato contestato. La cosa è molto interessante perché… a me interessa, sinceramente. Non so se sono completamente fuori io o se voi non siete a un livello di verità, però da qui è molto diverso: innanzitutto riesco a parlare, e… là però mi divertivo un casino. Comunque, l’Italia è rovinata…
UNO DEL PUBBLICO (V.O.)
Ma chi se ne frega!
MORGAN
(si rivolge al pubblico)
Ecco: è strano questo? E’ strano, è molto strano. Comunque, io penso che se Michele Santoro mi ha invitato io posso esprimere la mia opinione.
SANTORO osserva MORGAN, perplesso.
MORGAN
Sinceramente…
SANTORO
Vabbè, ma non c’è bisogno, dai. Non apriamo un dibattito su… sul niente.
MORGAN
Sì, vabbè, d’accordo, vabbè, però… lasciamo perdere… dai…
SANTORO
Anzi, poi un gruppo di volontari se va a liberare Loris Mazzetti, perché…
MORGAN
E’ caos, questo è caos, ragazzi, cioè, è caos. E’ un casino.
SANTORO
…se la organizziamo, questa liberazione.
MORGAN
Allora: lui stava parlando del perché, a me piaceva questo fatto, l’Italia non ha il coraggio e la forza, hm?, di avere un senso critico rispetto a questa caduta, che sta avvenendo, di valori, perché non riesce veramente a prendere in mano la situazione da tempo.
SANTORO continua a guardare MORGAN con espressione perplessa.
MORGAN
Allora, io ero partito con Dante. Dice: come ti permetti di parlare di Dante? Sì, faccio le canzoni e conosco la poesia meglio della politica. Loro conoscono la politica, io conosco Dante, non mi sembra strano, onestamente. Poi, punto. Poi, (rivolto a IACONA) penso che sei incazzato, tu sei incazzato, mi è piaciuto il modo come…
Alcune voci dal pubblico esprimono insofferenza. Qualcuno abbozza un applauso di incoraggiamento.
MORGAN
(rivolto al pubblico)
Cos’è strano il modo in cui io parlo? Ma non lo so io, penso… qui si sta facendo una specie di…
VOCE DAL PUBBLICO
Parla!
MORGAN
Vabè, parlo. E’ difficilissimo. Io penso…
MORGAN si interrompe. Sembra cercare le parole giuste. Una parte del pubblico cerca di incoraggiarlo con un applauso. Ma si sentono anche mormorii spazientiti.
SANTORO
Morgan, non ti preoccupare. Concludi quello che stai dicendo, però, eh.
MORGAN
No, ma siccome faccio fatica a sentire…
SANTORO
No, perché prima abbiamo sentito una performance straordinaria, ma eravamo un po’ perplessi sul tempo, diciamo, televisivo, no?, perché comunque…
MORGAN
Io non ti sento benissimo, cioè, siamo lontani, lo so che tu fai televisione, anche tu…
SANTORO
Non ci perdiamo. Non ci perdiamo nelle cose inutili, questo voglio dire.
MORGAN
… è difficile interagire quando si è lontani.
SANTORO
Quindi concludi il tuo pensiero.
MORGAN
Non so se si può concludere il mio pensiero. Io, io volevo far sentire la mia…
SANTORO
(allarga le braccia, sorridente ma spazientito)
Eh vabbè, dai, è la vita. C’è sempre un tempo. Allora, vai.
MORGAN
No, nel senso… lo taglio.
Santoro
No, no… senza ‘accettare’ cose… vai.
MORGAN
No, lo taglio. Il mio pensiero si è capito, non c’è da concludere. Il mio pensiero è: coraggio, coraggio, spirito critico, e riempire il vuoto culturale, culturale, culturale!
(A parte questo e pochi altri momenti imbarazzanti, quasi tutti opera di Morgan, Rai Per Una Notte a me è piaciuto moltissimo.)
24 marzo 2010
Alex Chilton (1950 - 2010)
Alex Chilton è morto il 17 marzo per un attacco di cuore. E’ stato autore e interprete di canzoni meravigliose, ed è stato anche uno dei musicisti che ha raccolto meno, in termini di fama e successo, rispetto alla qualità di quello che ha prodotto. Non aveva mai smesso di fare concerti e proprio in queste ultime settimane stava preparando una reunion dei Big Star, il gruppo più famoso tra quelli da lui fondati.
Se non conoscete Alex Chilton o i Big Star dovete ascoltare Third/Sister Lover, il loro terzo album, composto quasi interamente da Chlton, registrato nel 1974 ma pubblicato (male) solo nel 1978, perché giudicato troppo poco commerciale dalla casa discografica del gruppo.
Il disco era davvero molto avanti sui tempi. Ricordo di aver ascoltato per la prima volta la versione originale di Kangaroo nel 2000 e di aver pensato che fosse un pezzo appena uscito, di qualche gruppo nuovo che ero curioso di conoscere meglio. E’ ancora sorprendente il modo in cui in Sister Lover il pop melodico viene ripensato, destrutturato e reso astratto, senza che le canzoni perdano la loro semplicità e la loro forza emotiva. Un disco post-rock o post-pop (post qualcosa, comunque) registrato in un’epoca in cui la musica pop era ancora giovane, che è diventato presto oggetto di culto, ha avuto una enorme influenza su moltissimi musicisti, ed è stato ristampato in varie edizioni nel corso degli anni. L’edizione più fedele a quella pensata da Chilton è questa, della Rykodisc.
23 marzo 2010
Vota i Defekt al 3D Contest 2010!
I Defekt sono stati ammessi alla seconda fase del prestigioso concorso musicale 3D Contest, e ora hanno bisogno del vostro appoggio. Saranno infatti ammesse alla terza ed ultima fase del concorso le 5 band che otterranno il maggior numero di voti tra le 40 selezionate. Votare è semplicissimo e richiede dai 3 ai 5 secondi di tempo, in base alla velocità della vostra connessione: basta andare in questa pagina, selezionare i Defekt nella lista a destra, e cliccare su vota in fondo alla lista.
Naturalmente il sistema è progettato in modo che una persona possa votare una sola volta. Anche se sarebbe più corretto scrivere che un modem può votare una sola volta, e quindi se in casa siete in 3 ed avete un’unica linea adsl potete esprimere una sola preferenza (il che mi sembra ingiusto, ma è inutile polemizzare). A dire il vero, sarebbe ancora più corretto scrivere che un modem può votare una sola volta a meno che non venga spento e riacceso, ma questo non mi pare il caso di scriverlo. Quindi non lo scriverò.
E’ invece giusto e persino elegante precisare che non dovete votare per forza i Defekt solo perché vi piace la nostra musica o ci apprezzate come esseri umani, o entrambi. In quella lista ci sono altri 39 gruppi tutti meritevoli della vostra attenzione. Quindi ascoltate pure i loro pezzi, se avete tempo e voglia, che tutti hanno il loro ottimo MySpace. Se invece non avete tempo da perdere, vi darò una dritta: fanno tutti cacare. Dico sul serio. Usate piuttosto i minuti che impieghereste a rendervi conto che fanno davvero tutti cacare per leggere un buon articolo, tipo questo. O per riavviare il modem.
15 marzo 2010
Nuovo sito dei Defekt con 5 canzoni da ascoltare e scaricare
Da qualche tempo ho ripreso a suonare con una certa continuità insieme ai Defekt, e mi sono divertito a mettere su una pagina web in cui si possono ascoltare e scaricare alcuni pezzi nostri, registrati qualche anno fa.
Mi rendo conto che siamo nel 2010 e che ormai ci sono MySpace, Facebook, Virb ed altre decine di servizi che consentono di promuovere la propria band in modo più efficace di una isolata pagina web, ma avevo voglia di fare un po’ di esperimenti con css3 ed il tag <audio> di html5. E poi MySpace mi ha sempre fatto cacare.
Per chi non è uno sviluppatore web ed ha solo voglia di ascoltare un po’ di buona musica (a tratti anche molto, molto buona) ecco la pagina dei Defekt.
Per chi invece si occupa di web design/development, ecco un po’ di informazioni tecniche.
Il doctype della pagina è html5.
Per realizzare il player audio ho usato jQuery con l’ottimo plugin jPlayer. Questa soluzione consente di far suonare gli mp3 (o i file ogg) usando direttamente il tag <audio> di html5, supportato attualmente dalle ultime versioni di Firefox (solo formato ogg), Chrome, Safari ed Opera. Nei browser che non supportano il tag <audio> (ovvero: in Internet Explorer) gli mp3 vengono suonati da un oggetto Flash invisibile all’utente.
Per lo stile della pagina ho usato parecchie nuove regole css: @font-face, border-radius, text-shadow e valori rgba per il colore di testo e sfondi, in modo da renderli parzialmente trasparenti. Queste proprietà css permettono di arricchire il design della pagina senza usare immagini di sfondo ed altri artifici, e sono ben supportate da tutti i browser più diffusi, tranne uno. In Internet Explorer le ombre e le trasparenze non vengono mostrate e gli angoli non sono arrotondati, ma la pagina ha ugualmente un aspetto decente.
Il font della pagina è Essays 1743, una riproduzione del carattere con cui era stampata una edizione inglese del 1743 dei Saggi di Montaigne, creata da John Stracke.
L’immagine di sfondo è il bellissimo quadro City 12 dell’artista Emiliano Baiocchi.
11 marzo 2010
Appunti per un articolo serio sul futuro dei libri di carta
I only read on paper. I don’t have an e-reader or an iPhone. I have the best time reading newspapers. I don’t believe books are dead. I’ve seen the figures. Sales of adult fiction are up in the worst economy since the Depression.
— Dave Eggers, intervista al Guardian
P Is for Publishing. And publishing, as you’ve heard, is dying. … But “the printed word will be around long after many of our digital creations are gone,” Zeldman says, “either because books don’t require monthly hosting and blogs and websites do … or because the languages and platforms for which a particular digital creation was published will become obsolete.”
— Jeffrey Zeldman, intervista all’Austin Chronicle
When people lament the loss of the printed book, this — comfort — is usually what they’re talking about. My eyes tire more easily, they say. The batteries run out, the screen is tough to read in sunlight. It doesn’t like bath tubs.
Important to note is that these aren’t complaints about the text losing meaning. Books don’t become harder to understand, or confusing just because they’re digital. It’s mainly issues concerning quality. One inevitable property of the quality argument is that technology is closing the gap (through advancements in screens and batteries) and because of additional features (note taking, bookmarking, searching), will inevitably surpass the comfort level of reading on paper.
— Craig Mod, Books in the Age of the iPad
…with the Kindle you don’t know what the person next to you is reading, or how far along in it they are, or whether their copy of the book is dog-eared or brand new (because it’s neither). One of the most prominent losses in this regard stands to be the loss of bookshelves. A chief virtue of digital books is said to be their economical size—they take up no space at all!—but even a megabyte seems bulky compared to what can be conveyed in the few cubic feet of a bookshelf.
— Kevin Hartnett, In Our Parents’ Bookshelves, The Millions
So, let me make this clear: I’m not announcing the purity of print books over their digital brethren. I don’t want to wax poetic (not too much, anyway) about the sensual pleasures of print books, how they feel and smell, the weight of them – although that must account for something, because what fun will it be to receive an ebook for your birthday? Will anyone even bother? The emergence of a new technology implies the death of another, and the rise of the ebook could mean that no one will ever again give you a novel for hosting a dinner party. I think I’m in mourning.
— Edan Lepuck, Ether Between the Covers: Gifting Books in a Digital Age, The Millions
Riflessioni sul calcio dopo le sconfitte di Milan e Real Madrid
A volte mi chiedono, e mi chiedo io stesso, perché il calcio mi piaccia così tanto. In serate come quella di ieri, mi ricordo il motivo vero che mi costringe a guardare il video quando vedo un pallone che si muove su uno sfondo verde. Non è solo una questione di gesti tecnici o di tensione emotiva: il calcio (e lo sport in generale) mi piace per la sua oggettività.
In economia, in politica, a volte persino nella scienza, ci vengono fornite troppo spesso diverse interpretazioni della realtà che rendono difficile stabilire chi abbia ragione e chi no. Quasi sempre, almeno agli occhi dei più ingenui, risulta aver ragione chi è più bravo a raccontare la sua versione dei fatti.
Nel calcio, invece, ha ragione solo chi segna un gol in più. E quando perdi, dopo non puoi far finta di aver vinto. Se gli avversari ti hanno dato una esemplare lezione di calcio, non puoi raccontare di aver fatto una grande partita. Se la tua squadra è costata 20 volte di più di quella avversaria ma non riesci a buttarla dentro, e invece la buttano dentro gli altri – che tra l’altro ti hanno venduto il loro miglior giocatore, che tu tieni in panchina, visto che ne hai altri più famosi e costosi – non puoi far altro che incassare la sconfitta e meditare sui tuoi errori.
I fatti a volte possono essere spiacevoli, ma osservare giovani miliardari che cercano disperatamente di raddrizzare una partita, o uomini immensamente ricchi e potenti che per novanta minuti non possono far altro che pregare dalla tribuna d’onore perché la palla vada dove vogliono loro, è uno spettacolo affascinante.
9 marzo 2010
DFW/2 - Numero speciale di Five Dials
Il numero 10 della rivista letteraria Five Dials è interamente dedicato a David Foster Wallace, con testi di Don DeLillo, Jonathan Franzen, Zadie Smith, George Saunders e altri. La rivista è in formato PDF e si può scaricare gratuitamente dal sito di Five Dials.
