9 marzo 2010
DFW/1 - David Foster Wallace Audio Project

Il David Forster Wallace Audio Project è un archivio di registrazioni non ufficiali di DFW realizzato da un unico appassionato, Ryan Welsh, che all’inizio del 2009 si è messo a raccogliere qualsiasi materiale audio di DFW che non fosse già in vendita da qualche parte e poi ha messo tutto online, in formato mp3. Il sito è una miniera d’oro per tutti quelli che amano l’opera e la mente di DFW (e che riescono a capire l’inglese), destinata a diventare sempre più ricca grazie al contributo di altri appassionati.
8 marzo 2010
Non esiste alcun linguaggio musicale innato, ma soltanto la nostra maggiore o minore familiarità con esso
Non esiste alcun linguaggio musicale innato, ma soltanto la nostra maggiore o minore familiarità con esso, la nostra disponibilità a comprenderlo. Quando Mozart volle forzare i codici del suo tempo – e lo fece più volte – si tirò addosso tremende critiche: «Il suo orecchio è sordo, la sua musica è troppo speziata, il suo palato è guasto». Oggi, giudichiamo capolavori quei suoi eccessi.
Sandro Cappelletto su La Stampa
Io aggiungerei che per noi ascoltatori moderni gli eccessi di Mozart sono ormai la sigla ufficiale della musica classica. Fin troppo prevedibili.
Ricordo che quando da bambino mi capitò di sentire i primi pezzi blues – classici degli Stones, o dei Led Zeppelin – mi sembrarono assurdi e dissonanti. Non li capivo. Non ci ero abituato. Ora li considero parte del mio DNA.
Caetano Veloso racconta che quando era un liceale un suo amico gli portò un disco e gli disse: “Tu che ami le cose pazze, devi assolutamente conoscere questo tizio: è stonato come una campana, l’orchestra va da una parte lui dall’altra.” Il disco era Chega De Saudade, il manifesto della bossanova, un capolavoro assoluto che avrebbe cambiato la storia della musica.
Insomma, sottoscrivo quello che dice Sandro Cappelletto. E’ solo questione di abitudine.
2 marzo 2010
Johnny Cash - American VI: Ain't No Grave
Il 26 febbraio – che sarebbe stato il giorno del suo settantottesimo compleanno – è uscita l’ultima raccolta di canzoni di Johnny Cash prodotte da Rick Rubin. Il disco si chiama Ain’t No Grave e dovrebbe essere il capitolo conclusivo della serie American Recordings. Non ho ancora ascoltato tutto l’album, ma la canzone che gli dà il titolo vale da sola più del 99% di quello che viene pubblicato di questi tempi. Un blues primordiale in cui Johnny Cash canta con voce da profeta che nessuna tomba lo può tenere sottoterra, sopra il solito suono essenziale ed emozionante che Rick Rubin riesce a produrre con pianoforte, basso, percussioni e chitarra elettrica. Capolavoro.
24 febbraio 2010
Canemucco
Mi sono appena abbonato a Canemucco approfittando dell’offerta I Want To Believe: 18 euro per 6 numeri della rivista (100 pagine a colori piene di fumetti notevoli) + 10 cartoline omaggio + 2 copie autografate del primo numero. Secondo me ho fatto bene. 18 euro non sono niente. Abbonatevi anche voi.

23 febbraio 2010
Sto dalla parte sbagliata perché la parte giusta è piena di imbecilli
Sto dalla parte sbagliata perché la parte giusta è piena di imbecilli.
18 febbraio 2010
Best New Podcast - Sei Gradi (Radio 3)

Sei Gradi è una nuova trasmissione di Radio 3 che consiglio a tutti gli appassionati di musica. L’idea alla base del programma è semplice ed efficace. Ispirandosi alla teoria dei sei gradi di separazione, si segue un percorso di sei tappe che collega due musicisti distanti tra loro nello spazio, nel tempo o nello stile. Ogni tappa una canzone, di solito bellissima.
Conduce Paola De Angelis (nella foto), che a questo punto considero la mia conduttrice radiofonica preferita.
Per darvi un’idea della qualità musicale, nell’ultima puntata si partiva dalla Penguin Cafè Orchestra e si arrivava a Joanna Newsom passando per Billie Holiday, Leonard Cohen, Al Stewart, Yoko Ono e Terry Riley.
Sei Gradi va in onda dal lunedì al venerdì alle 18.
Sul sito di Radio 3, finalmente rinnovato, c‘è una pagina dedicata al programma con informazioni, scalette e podcast.
17 febbraio 2010
Il gatto, il gatto, il gatto... e il maiale?

Ipocrisia e conformismo, in questa storia del gatto in umido.