❦ 17 febbraio 2010
Il gatto, il gatto, il gatto... e il maiale?

Ipocrisia e conformismo, in questa storia del gatto in umido.
❦ 5 febbraio 2010
Tranquilli, hanno tutti seguito un percorso di riabilitazione

Su Life, evidentemente ispirati dal caso Morgan, hanno pubblicato una galleria fotografica con alcuni dei più celebri tossici ed alcolizzati del mondo letterario.
❦ 4 febbraio 2010
I Walk The Line
Disgraziato il Paese che ha bisogno di rockstar1 che non si drogano. Ma disgraziate anche le rockstar che per non essere escluse dal Festival di Sanremo devono promettere di seguire percorsi di riabilitazione e scusarsi con la Nazione tutta.
1. rockstar si fa per dire.
❦ 10 dicembre 2009
Il colore viola
Leonardo come sempre riesce ad esprimere in modo convincente quello che molti percepiscono. L’antiberlusconismo è buono e giusto, è giunto il momento di dirlo forte e chiaro.
L’antiberlusconismo c‘è. È superficiale, dite. Sarete profondi voi. Io nell’antiberlusconismo ci trovo una stratificazione che nelle mozioni pd, francamente, mah. C‘è un sano riflesso giustizialista che non deve sfociare necessariamente nel forcaiolismo. C‘è l’avversione, più che giustificata, per chi ha costruito un impero mediatico sul malaffare. Una richiesta di democrazia e pluralismo; uno sguardo all’Europa, perlomeno a quei Paesi dove un Berlusconi sarebbe inammissibile. Ci sono cose di destra e di sinistra e non fanno affatto a pugni, anzi in un qualche modo si armonizzano e lasciano intravvedere una sintesi; al punto che sull’antiberlusconismo si potrebbe anche mettere in piedi un nuovo arco parlamentare, un nuovo patto. Non si possono costruire identità in negativo? La solita domanda: in che Italia vivete? La mia è nata antifascista e per molti anni se l‘è cavata decentemente. L’antiberlusconismo è un antifascismo aggiornato ai tempi, io lo sostengo.
Chi è andato in piazza sabato scorso vestito di viola deve essere ringraziato. Anche io, come Leonardo, mi scuso per aver snobbato quella manifestazione. A me non interessa che Berlusconi vada in galera, non ho il desiderio di vederlo cadere in modo violento e doloroso, e addirittura posso anche capire chi in passato ha creduto che lui potesse essere l’uomo giusto per rinnovare questo paese. Ma da qualche anno le cose sono fin troppo chiare. Berlusconi ha una maggioranza schiacciante, eppure non prende nessuna decisione. Berlusconi avrebbe i numeri per realizzare riforme necessarie anche se impopolari, ma si guarda bene anche solo dal proporle. Berlusconi dice di avere il consenso del 70% degli italiani, eppure sembra che la seconda cosa che lo preoccupa sia cercare conferma di questo consenso (la prima cosa che lo preoccupa sappiamo tutti qual‘è).
E guardate che nessuno, davvero, nessuno crede che una volta saltato il Tappo i problemi finiranno. No, sarà solo l’inizio. E se non stiamo attenti, dopo sarà persino peggio: ci sono sinistri rumori in sottofondo, c‘è gente odiosa che scalda i motori. Ma il fronte adesso è quello: non ci sarà mai né meglio né peggio, finché l’Italia gira intorno a Lui. E no, non siamo stati noi a fargli girare l’Italia intorno.
A Berlusconi non interessa governare il paese, gli interessa invece dimostrare ogni giorno che gli italiani lo amano e lo vogliono lì al suo posto di comando. Ha capito da tempo che accentuare i conflitti tra poteri e categorie politiche che appartenevano ai nostri nonni è decisivo per rafforzare il suo ruolo di leader. Accusa i magistrati suoi persecutori, grida contro i comunisti. Sa bene che molti italiani, più ancora che amare lui, odiano la sinistra – che paradossalmente è percepita da una parte del paese come un insieme di fannulloni, studenti, drogati, intellettuali, artisti parassiti, “insomma non ce n‘è uno che lavora!”. Questo odio non è tutto merito di Berlusconi, ma qui dovremmo iniziare un altro discorso. Lui ha sempre cavalcato questa onda con grande successo, fin dalla sua prima leggendaria discesa in campo, e non smetterà di farlo. Per non parlare di tutti quegli italiani che hanno avuto a che fare con la giustizia. Loro sì che lo capiscono, quando parla dei giudici (ed alcuni hanno le loro ragioni).
Se Berlusconi desiderasse il bene del paese, si sarebbe già fatto da parte. Non pretendo che sia il suo obiettivo principale, ma se anche solo al ventesimo posto della sua lista di cose da fare ci fosse il bene dell’Italia, già da anni si sarebbe ritirato dalla politica. Però questo non succederai mai, ormai l’abbiamo capito.
Per questo essere contro di lui è una cosa di cui essere orgogliosi in questi anni in Italia. E la prossima volta non pretendiamo motivazioni più alte e più specifiche per scendere in piazza. L’antiberlusconismo è una motivazione nobilissima e più che sufficiente per muoversi. Forse anche per governare.
