❦ 3 febbraio 2010
A proposito di minimalismo ed estremismo

Richard Stallman su The Setup:
I am using a Lemote Yeelong, a netbook with a Loongson chip and a 9-inch display. This is my only computer, and I use it all the time. I chose it because I can run it with 100% free software even at the BIOS level.

I spend most of my time using Emacs. I run it on a text console, so that I don’t have to worry about accidentally touching the mouse-pad and moving the pointer, which would be a nuisance. I read and send mail with Emacs (mail is what I do most of the time). I switch to the X console when I need to do something graphical, such as look at an image or a PDF file.
❦ 19 gennaio 2010
Pollycoke is back in town
Dopo oscure vicende commerciali e qualche mese di inattività, uno dei migliori blog italiani su Linux e il software libero sta per tornare.
Se vi interessa il mondo del software libero, ma anche se vi interessa solo leggere cose intelligenti scritte come di deve, tenete d’occhio il nuovo indirizzo http://pollycoke.org. Per ora c‘è solo una pagina di benvenuto, ma già da quella capisce che Felipe è in gran forma.
❦ 16 dicembre 2009
The Book Of Inkscape, ovvero: fare una copertina più brutta non era facile, nemmeno con Inkscape

I programmi di grafica vettoriale abbastanza buoni per farne un uso professionale si possono contare nelle dita di una sola mano, e ne avanzano due – Corel Draw non lo prendo in considerazione perché è troppo poco diffuso tra i web designer (e poi è disponibile solo per Windows) e lo sviluppo di Freehand, purtroppo, è cessato da tempo.
Restano quindi:
- Adobe Illustrator,
- Fireworks (non me la sento di scrivere Adobe, che quelli di Adobe l’hanno solo appesantito e peggiorato),
- e Inkskape.
Illustrator è lo standard per chi fa grafica professionale e non credo abbia bisogno di ulteriori presentazioni. Fireworks è più leggero e semplice da utilizzare, non è pensato per la stampa ma è uno strumento straordinariamente efficace per disegnare interfacce utente, dal prototipo alla versione definitiva, ed ha un algoritmo per l’ottimizzazione di immagini che non è secondo a nessuno.
Sia Fireworks che Illustrator costano un sacco di soldi.
Sia Fireworks che Illustrator si possono installare su tutti e due i sistemi operativi, country & western.
Inkscape è l’unico dei tre ad essere open source, gratuito ed installabile su Linux senza dover usare emulatori. Anche se il suo utilizzo in ambito professionale è probabilmente prossimo allo zero, non sembra meno potente e versatile degli altri due costosi software, rispetto ai quali ha anche il pregio di lavorare nativamente nel formato SVG, che come saprete è lo standard ufficiale per la grafica vettoriale sul web. Attratto dal suo codice aperto e dalla possibilità di installarlo su qualsiasi sistema operativo – ma anche dal prezzo imbattibile di 0 euro – ho provato più di una volta a farlo diventare il mio programma di grafica vettoriale preferito, ma la sua interfaccia confusa e troppo diversa da quelle a cui sono abituato unite alla mia pigrizia ed alla presenza dell’icona di Fireworks sul desktop mi hanno sempre impedito di andare fino in fondo.
Forse questo tomo di 476 pagine appena uscito per No Starch Press è quello che mi ci vuole. Una recensione positiva è apparsa su Sitepoint ed i capitoli di esempio che ho scaricato sono scritti ed illustrati molto bene. Mi fa piacere che cominci a venire pubblicato qualche manuale di qualità anche per software open source. E’ vero che in rete si trovano ottimi tutorial su Inkscape, Gimp o Blender, ma un libro ben strutturato è tutta un’altra cosa, e sono sicuro che la mancanza di manuali e documentazione ben oganizzata che li riguardi sia uno dei motivi che ha impedito a questi eccellenti programmi di diffondersi maggiormente anche in ambito professionale.
Acquisterò il libro e vi farò sapere.
Il voto partirà da -1 a causa dell’inguardabile copertina, che arreca all’incolpevole Inkscape un grave danno di immagine ancor prima che il libro venga aperto.
Ma come si fa, benedetti ragazzi di No Starch Press , a mettere una copertina così poco attraente su un libro che dovrebbe essere rivolto a grafici o aspiranti tali? Mah.