3 febbraio 2010

A proposito di minimalismo ed estremismo

Richard Stallman

Richard Stallman su The Setup:

I am using a Lemote Yeelong, a netbook with a Loongson chip and a 9-inch display. This is my only computer, and I use it all the time. I chose it because I can run it with 100% free software even at the BIOS level.

YeeLoong8089 Notebook

I spend most of my time using Emacs. I run it on a text console, so that I don’t have to worry about accidentally touching the mouse-pad and moving the pointer, which would be a nuisance. I read and send mail with Emacs (mail is what I do most of the time). I switch to the X console when I need to do something graphical, such as look at an image or a PDF file.

2 febbraio 2010

Stephen King scrive tutto a mano

Se incontrate Mark Pilgrim non chiedetegli quale editor di testo usa.

I’m a three-time (soon to be four-time) published author. When aspiring authors learn this, they invariably ask what word processor I use. It doesn’t fucking matter! I happen to write in Emacs. I also code in Emacs, which is a nice bonus. Other people write and code in vi. Other people write in Microsoft Word and code in TextMate+ or TextEdit or some fancy web-based collaborative editor like EtherPad or Google Wave. Whatever. Picking the right text editor will not make you a better writer. Writing will make you a better writer. Writing, and editing, and publishing, and listening — really listening — to what people say about your writing.

Il resto su The Setup. Minimalismo ed estremismo. Da leggere assolutamente.

28 gennaio 2010

iPad - sospendete il giudizio finché non ci avete messo le mani, stolti!

iPad

[Foto tratta da apple.com]

Forse non ve ne siete accorti, ma è stata presentato proprio ieri l’ultimo innovativo prodotto di Apple, che si chiama iPad. Qui c‘è un video ufficiale per farsi un’idea.

Io non sono un fanatico di Apple.

Anche se riconosco che nessuno al mondo fa hardware e software come loro e ammiro il loro stile elegante ed essenziale che indica a la strada a tutti quelli che, come me, si occupano di interfacce utente, preferisco combattere quotidianamente con un sistema open source installato su macchine meno spettacolari. Non dico che sia una scelta furba, ma ognuno ha le sue passioni (possiedo solo un paio di iPod, e già quelli sono di un altro pianeta rispetto a tutti gli altri lettori musicali che mi sia capitato di usare).

Non intendo quindi unirmi ai molti che nei loro blog hanno già formulato giudizi avventati sull’iPad, in maggioranza esprimendo scetticismo.

Mi limito solo a fare due considerazioni, e a segnalare i due migliori articoli che ho trovato in rete sull’argomento.

La prima considerazione è che se uno come Steve Jobs dice che l’iPad è la cosa migliore che abbia realizzato in vita sua, l’affermazione va presa molto sul serio.

La seconda considerazione è che non si dovrebbe mai giudicare un oggetto del genere senza averlo usato per un po’. Nel caso dell’iPad l’interazione con l’utente è tutto. Nessun filmato, per quanto affascinante, può darci un’idea di cosa significhi tenerlo tra le mani, leggerci un libro, guardarci un film o gestirci le email.

Tutti i giudizi che si leggono in questi giorni sull’iPad possono essere divertenti da leggere e pieni di passione, ma diventeranno spazzatura quando il prodotto sarà utilizzato davvero. Ricordate i molti commenti scettici che sono seguiti alla presentazione del primo iPhone, quasi tutti fatti da gente che un iPhone non l’aveva mai toccato?

Ci sono però almeno un paio di eccezioni, che mi fa piacere segnalare.

La prima è un intelligente ed equilibrato post a caldo di Roberto Recchioni, sceneggiatore e disegnatore di fumetti, che scrive cose interessanti sul tipo di utente a cui l’iPad dovrebbe essere destinato.

La seconda è un lungo articolo del grande Stephen Fry, che è un noto fanatico di Apple, era al keynote ed ha già messo le sue manone sull’iPad.

There are many issues you could have with the iPad. No multitasking, still no Flash. No camera, no GPS. They all fall away the minute you use it. I cannot emphasise enough this point: “Hold your judgment until you’ve spent five minutes with it”. No YouTube film, no promotional video, no keynote address, no list of features can even hint at the extraordinary feeling you get from actually using and interacting with one of these magical objects. You know how everyone who has ever done Who Wants To Be A Millionaire? always says, “It’s not the same when you’re actually here. So different from when you’re sitting at home watching.”? You know how often you’ve heard that? Well, you’ll hear the same from anyone who’s handled an iPad.

18 gennaio 2010

Perché i libri di carta non spariranno tanto presto /1

Con l’arrivo di lettori di ebook sempre più efficienti, molti esperti del settore prevedono la definitiva scomparsa di giornali e libri di carta.

Nicholas Negroponte, che per essere esperto è esperto, ha dichiarato ultimamente che già da anni non c‘è più carta nella sua vita: i giornali, i libri e le bollette sono spariti da casa sua, e presto, secondo lui, spariranno anche dalle altre case.

Non mi permetto certo di contraddire le sue previsioni (anche se è opportuno ricordare che Negroponte aveva già previsto, nel 2002, la scomparsa dei supporti cartacei “entro 4, massimo 6 anni”: errore, Nick), ma vorrei scrivere alcune delle ragioni per cui, secondo me, i libri di carta resteranno tra noi ancora a lungo (e mi riferisco soprattutto alla narrativa, che i testi di argomento tecnico li vedo male anch’io, e giornali e riviste stanno già boccheggiando).

  • Il libro, a differenza del cd, non ha bisogno di un lettore elettronico. Il lettore, se abbiamo frequentato almeno la prima elementare, possiamo farlo noi (sull’argomento mi sono dilungato qui).
  • Non si leggono libri con la stessa velocità con cui si ascoltano canzoni. Visto che un lettore medio legge meno di 10 libri all’anno, ha davvero bisogno di una macchina che ne può contenere migliaia?
  • Puoi portarti un libro di carta in spiaggia, appoggiarlo sulla sabbia ed andare a fare il bagno senza paura che si rovini o che te lo rubino.
  • Puoi regalare un libro di carta, mentre regalare un ebook sarebbe triste come regalare un album in mp3.
  • Un libro di carta è anche un oggetto di arredamento. Lo so, questo non vale per voi raffinati intellettuali che avete in casa metri e metri di librerie Billy colme di tascabili. Ma per un lettore medio che legge i soliti meno di 10 libri all’anno, l’aspetto decorativo dei libri può essere importante.

L’elenco potrebbe continuare, e continuerà nelle prossime puntate.

21 dicembre 2009

Dilbert

Non parla di me. Io non porto il cappello.

Copyright © 2008-2010 Meia (Licenza) | Powered by Textpattern | Email: alexmeia (chiocciola) gmail.com | Feed: RSS / Atom

meiaweb.com non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti, allo stesso tempo si rende disponibile all'autorità competente nel fornire ogni dato in suo possesso in caso di contenzioso. I marchi citati sono da ritenersi proprietà dei legittimi proprietari. Per chi scrive un commento o invia una mail attraverso questo sito, si garantisce la tutela della privacy ai sensi e per gli effetti del D.Lgs 196 30/06/03.