21 dicembre 2009

Dilbert

Non parla di me. Io non porto il cappello.

24 novembre 2009

Peccato, mi ero quasi deciso a comprare un Mac.

http://altrimondi.gazzetta.it/2009/11/la-apple-non-ripara-i-computer.html
(ma forse è una castroneria)

21 novembre 2008

E intanto il comune cambia colore ai tranvai*

E’ un problema comune a tutte le operazioni di restyling, lo so. Ci si affeziona al vecchio, e non ci si abitua subito al nuovo.

Comunque, la nuova interfaccia di gmail mi sembra peggio della precedente. Lo dico solo per ricordamelo quando cambierò idea.

* dal testo, strepitoso, di Fuga all’inglese (Paolo Conte).

9 ottobre 2008

Sì, sì, mo' me lo segno.

C‘è un grande affluenza su Facebook, ultimamente. Devono averne parlato al telegiornale, o qualcosa di simile. Gente che non vedevo da 15 anni, o anche più, mi ha chiesto amicizia. E tramite loro sono entrato in contatto con un gran numero di studenti della mia vecchia scuola. Mi ha fatto piacere salutare persone che mi ricordano un bellissimo periodo. Le foto però sono un po’ inquietanti. Molti uomini sono diventati pelati, o grassi. O entrambe le cose. Le donne, sembrano le loro stesse zie (non tutte, alcune sono più in forma che mai, ma insomma l’impressione generale non è buona).

Gli anni passano, insomma. Grazie al cazzo, direte voi. E’ la considerazione più banale che ci sia, ma anche la più terribile, se ci pensate per bene. Qualche anno dopo i trenta, diventa chiaro che non c‘è scampo. Ripeto: non c‘è scampo. Il tempo è poco. Accorgersene è brutto.

Ci vuole un grande poeta per sopportare meglio tutto questo, e poi dimenticarsene.

Udir come le schiatte si disfanno Non ti parrà nuova cosa né forte Poscia che le citladi termine hanno Le vostre cose tutte hanno lor morte Si come voi ma celasi in alcuna Che dura molto e le vite son corte
La Divina Commedia di Dante Alighieri

24 luglio 2008

Il lettore siamo noi

A parecchi mesi dal suo lancio, si può affermare che il lettore di ebook di amazon non era l’atteso killer del libro di carta.

Tuttavia in molti ritengono imminente l’arrivo dell’ “ipod dei libri”, intendendo con questa espressione il prodotto tecnologico che farà ai libri quello che l’ipod ha fatto alla musica, cioè dare un grosso contributo alla scomparsa del supporto fisico.

Molti brillanti analisti di cose tecnologiche che fanno questo paragone tra libro e CD non colgono però una differenza decisiva tra i due supporti: mentre il disco, per essere ascoltato, ha bisogno di un lettore, nel caso del libro il lettore siamo noi.

Per la musica – e anche per i video – il supporto serve a contenere dei dati, dati che con l’evoluzione tecnologica possono essere contenuti direttamente nel lettore, portando a togliere un elemento, il supporto appunto, che è destinato all’estinzione.

Per il libri, puoi eliminare il supporto fisico – cioè il libro di carta – ma devi aggiungere un lettore che con il libro di carta non è necessario. Quindi abbiamo sempre due elementi: noi che leggiamo ed il libro nel vecchio scenario, noi che leggiamo e una macchina che legge dei dati e ce li mostra in forma di pagine scritte nel nuovo scenario.

Il vantaggio del nuovo scenario è che la macchina può contenere migliaia di libri senza alterare il suo peso e le sue dimensioni. Lo svantaggio è che la macchina deve in qualche modo essere alimentata.

E’ possibile che il lettore di ebook comodissimo e perfetto, che si alimenta ad energia solare e contiene milioni di libri e pesa 10 grammi e non stanca mai la vista arrivi, prima o poi. Anzi, direi che è probabile. E sarà una bella cosa. Andare in vacanza con 10000 libri ed il peso di uno sarà un piacere. E leggere di notte senza bisogno di accendere una luce che disturba chi ci dorme accanto sarà un piacere anche maggiore. Ma si tratterà sempre di tenere in mano qualcosa che non può essere molto più piccolo di un tascabile, se dobbiamo leggere comodamente, né molto più leggero.

Insomma, il paragone tra libro e cd non regge. Il libro sarà molto più duro a morire. I nostri nipoti leggeranno anche libri di carta, secondo me.

17 luglio 2008

Instapaper

A me capita spesso di trovare in rete articoli interessanti che non ho il tempo di leggere subito, ma che vorrei ricordarmi di leggere in un secondo momento.

Normalmente salvo nei segnalibri la pagina web che contiene l’articolo, oppure mi auto-invio una email contenente il link alla pagina. Sono due metodi del cazzo, e nessuno dei due ha mai funzionato. La pagina che volevo leggere spesso va perduta nel mare dei miei segnalibri, o in quello delle mie email. E probabilmente mi sono perso dei contenuti fondamentali che avrebbero cambiato in meglio la mia vita – o forse in peggio, chi può saperlo?

Resta il fatto che il mio obiettivo era di leggerle, quelle pagine, e l’obiettivo non è stato raggiunto.

Il servizio Instapaper sembra essere la soluzione a questo mio problema. Si tratta di una piccola applicazione web alla quale ci si può registrare – con un processo di rara semplicità – e collegare attraverso una bookmarklet quando si trova in rete qualcosa che vorremmo leggere più tardi.

L’applicazione crea per noi un elenco di tutte le pagine che ci sarebbe piaciuto leggere. Basta visitare il sito di Instapaper, eseguire il login nel caso il nostro browser non sia impostato per ricordarselo, ed abbiamo il nostro elenco. Una specie di segnalibri online, ma più specifici, e con alcune comode funzionalità in più.

Non mi dilungo in altre spiegazioni. Visitate il sito ed iniziare ad utilizzare Instapaper. Iscriversi e aggiungere la prima pagina “da leggere più tardi” richiede meno di 30 secondi.

Se, come me, amate cazzeggiare, ma non potete permettervi di cazzeggiare troppo a lungo, vi ritroverete una bella lista di cose che vi sembrava valesse la pena leggere, e quando avrete un po’ di tempo libero le potrete leggere davvero. Senza più perdervi nei vostri segnalibri, o nelle mail che vi siete mandati da soli.

Voto: 8 e mezzo.

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