19 gennaio 2010

Brian Eno sulla fine dell'era del disco

“I think records were just a little bubble through time and those who made a living from them for a while were lucky. There is no reason why anyone should have made so much money from selling records except that everything was right for this period of time. I always knew it would run out sooner or later. It couldn’t last, and now it’s running out. I don’t particularly care that it is and like the way things are going. The record age was just a blip. It was a bit like if you had a source of whale blubber in the 1840s and it could be used as fuel. Before gas came along, if you traded in whale blubber, you were the richest man on Earth. Then gas came along and you’d be stuck with your whale blubber. Sorry mate – history’s moving along. Recorded music equals whale blubber. Eventually, something else will replace it.”

Brian Eno intervistato dal Guardian il 17 gennaio 2010.

Mi piace particolarmente la citazione del grasso di balena (whale blubber). Se avete letto Moby Dick sapete bene quanto fosse prezioso, all’epoca del romanzo (anche se nel caso dei capodogli una materia ancor più preziosa era lo spermaceti).

E mi piace, naturalmente, la grande distanza emotiva ed intellettuale dalla quale Brian Eno osserva the record age.

L’era del disco è stata una parentesi dorata che ha visto nascere una mitologia difficile da superare, ed ha fatto arricchire in modo smisurato non solo le rockstar ed i tanti personaggi di talento che in questi ultimi decenni si sono dedicati alla nobile e remunerativa arte della canzone, ma anche molte mezze seghe che gravitavano intorno all’industria discografica. Una parentesi dorata tra un’epoca in cui, per difetto di tecnologia, si guadagnavano solo pochi spiccioli con la musica popolare, e un’altra epoca in cui, per eccesso di tecnologia, si torneranno a guadagnare pochi spiccioli con la musica popolare.

Altre considerazioni.

La musica popolare prima dell’era del disco

Quando rifletto sulla tecnologia che ha consentito all’uomo di registrare la musica, e sulla sua evoluzione, penso anche, con un po’ di tristezza, ai grandi artisti della musica popolare che sono vissuti prima dell’era del disco, dei quali purtroppo non sapremo mai niente. Tutti gli straordinari violinisti che suonavano per le strade di Praga, i geniali cantanti del Mali che nei secoli hanno costruito, intuizione dopo intuizione, buona parte di quello che oggi chiamiamo blues, i chitarristi gitani che inventavano rirmi forsennati, mai sentiti prima, e quelli che li copiavano , e li miglioravano. E così via. Le loro note si perdevano nel vento. Nessuna gloria per loro. I loro nomi, come la loro musica, non sono registrati da nessuna parte.

Se non ci saranno più tanta ricchezza né gloria, chi farà ancora grandi canzoni?

Nei prossimi decenni, probabilmente, non avremo niente di paragonabile a Sgt. Pepper o a The Dark Side Of The Moon. I dischi in grado di segnare epoche e generazioni saranno solo un ricordo. Ma i musicisti davvero appassionati continueranno a fare buona musica, e quelli dotati di vero talento faranno grande musica, come sempre è successo. Non diventeranno rockstar miliardarie, magari, e non ci sarà una grande industria intorno a loro. Saranno tutti costretti a fare molti concerti per vivere della loro arte, anche quelli non più giovanissimi, anche quelli che ai tempi d’oro si rifiutavano di farli. E nel 2030 io e la mia ragazza ci saremo stancati di vedere ogni mese il concerto di Mina al Teatro Verdi.

Insomma, se non siete feticisti del disco* o lavorate nell’industria discografica non avete motivo di preoccuparvi per il futuro della musica.

[*] Lui dice “veri appassionati di musica”, ma per me si tratta invece di veri appassionati di dischi.

Scrivi un commento

I commenti per questo articolo sono stati chiusi.

Copyright © 2008-2010 Meia (Licenza) | Powered by Textpattern | Email: alexmeia (chiocciola) gmail.com | Feed: RSS / Atom

meiaweb.com non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti, allo stesso tempo si rende disponibile all'autorità competente nel fornire ogni dato in suo possesso in caso di contenzioso. I marchi citati sono da ritenersi proprietà dei legittimi proprietari. Per chi scrive un commento o invia una mail attraverso questo sito, si garantisce la tutela della privacy ai sensi e per gli effetti del D.Lgs 196 30/06/03.

torna in cima