29 ottobre 2009
E' il ridicolo che ci spaventa
Cosa dire sul caso Marrazzo? Che l’unico modo che Marrazzo aveva per uscire a testa alta da questa brutta storia di sesso e ricatti era dire qualcosa del genere (cito Malvino):
A me piacciono i trans – avrebbe dovuto dire – e ogni tanto, quando mi va, vado a letto con uno di loro”. Pagandolo? “Non sono contro la prostituzione – avrebbe dovuto dire – e penso che ciascuno sia libero di vendere il proprio corpo, se è maggiorenne e non vi è costretto”. Ma andare a letto con un trans… “Non consento ad alcuno di giudicare i miei gusti sessuali – avrebbe dovuto dire – e tanto meno di criminalizzarli, perché vado a letto con individui maggiorenni e consenzienti. Fatti miei, è il mio privato”. E allora perché venircelo a raccontare? “Perché non mi ritengo ricattabile – avrebbe dovuto dire – e oggi mi hanno chiesto del denaro in cambio del silenzio su quanto ho qui rivelato”. Piero Marrazzo non l’ha fatto: si è ritenuto ricattabile e ha pagato i suoi ricattatori.
Perché non ha detto queste cose? Probabilmente perché sperava fino all’ultimo che questa vicenda potesse rimanere nascosta. Ma anche in quel caso, valeva la pena subire un ricatto così umiliante per tutti quei mesi?
Purtroppo, quello che ha reso Marrazzo debole – e che rende deboli tutti noi, all’occasione – è la paura del giudizio degli altri, anche di pochi altri. Ma non la paura di essere giudicati cattivi. Quello non fa paura a nessuno, ed anzi può aggiungere un certo fascino al nostro personaggio, almeno agli occhi di adolescenti che non sanno niente del mondo. Cos‘è che ci fa paura, allora? Il RIDICOLO, ecco cosa ci fa paura.
Sono sicuro che Marrazzo non abbia mai sentito nel suo intimo che andare con un trans fosse sbagliato (tradire la moglie magari sì, ma con trans o con donne fa poca differenza).
Ma, essendo un uomo di una certa età, il povero Marrazzo deve aver percepito benissimo quanto il sesso con un transessuale potesse apparire ridicolo agli occhi di molta gente. Di quasi tutta, diciamolo pure, che anche i più emancipati una risatina se la fanno, in questi casi. Si è immaginato tutte le battute e le risate che sarebbero seguite alla semplice pronuncia del suo nome, ed ha avuto paura.
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