18 gennaio 2010
Perché i libri di carta non spariranno tanto presto /1
Con l’arrivo di lettori di ebook sempre più efficienti, molti esperti del settore prevedono la definitiva scomparsa di giornali e libri di carta.
Nicholas Negroponte, che per essere esperto è esperto, ha dichiarato ultimamente che già da anni non c‘è più carta nella sua vita: i giornali, i libri e le bollette sono spariti da casa sua, e presto, secondo lui, spariranno anche dalle altre case.
Non mi permetto certo di contraddire le sue previsioni (anche se è opportuno ricordare che Negroponte aveva già previsto, nel 2002, la scomparsa dei supporti cartacei “entro 4, massimo 6 anni”: errore, Nick), ma vorrei scrivere alcune delle ragioni per cui, secondo me, i libri di carta resteranno tra noi ancora a lungo (e mi riferisco soprattutto alla narrativa, che i testi di argomento tecnico li vedo male anch’io, e giornali e riviste stanno già boccheggiando).
- Il libro, a differenza del cd, non ha bisogno di un lettore elettronico. Il lettore, se abbiamo frequentato almeno la prima elementare, possiamo farlo noi (sull’argomento mi sono dilungato qui).
- Non si leggono libri con la stessa velocità con cui si ascoltano canzoni. Visto che un lettore medio legge meno di 10 libri all’anno, ha davvero bisogno di una macchina che ne può contenere migliaia?
- Puoi portarti un libro di carta in spiaggia, appoggiarlo sulla sabbia ed andare a fare il bagno senza paura che si rovini o che te lo rubino.
- Puoi regalare un libro di carta, mentre regalare un ebook sarebbe triste come regalare un album in mp3.
- Un libro di carta è anche un oggetto di arredamento. Lo so, questo non vale per voi raffinati intellettuali che avete in casa metri e metri di librerie Billy colme di tascabili. Ma per un lettore medio che legge i soliti meno di 10 libri all’anno, l’aspetto decorativo dei libri può essere importante.
L’elenco potrebbe continuare, e continuerà nelle prossime puntate.
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